Le uniche ed inimitabili unità di misura del calabrese.

Prepararsi alla cena con un/una calabrese è come allenarsi per la maratona: hai bisogno di forza fisica, e di una volontà ferrea. 

Sappi che il calabrese non sarà contento o soddisfatto di una cena fino a quando la tua cintura non sarà allentata e i bottoni della tua camicia messi a dura prova, ma soprattutto quando i piatti, le teglie e le bottiglie di vino saranno vuote!!

Il calabrese è generoso, orgoglioso e utilizza il cibo come dimostrazione del proprio affetto e della propria stima. Se ti regala un barattolo di pomodori secchi sott’olio ti vuole bene, se ti regala una bottiglia di Cirò ti stima profondamente, se ti fa a parmigiana i’ mulunciani ti ama

1. Le unità di misura.

Ecco un piccolo vademecum sulle unità di misura calabresi:

-a’ buttighia (la bottiglia) unità di misura della salsa fatta in casa. Quando la apri senti tutto il profumo del pomodoro San Marzano preparato ad agosto, con 40 gradi, nel garage di zio Tanuzzo che, sudato come non mai, urla alla zia Ninetta “Oi Nì! A’ finutu i annettari a pummarola?”. La polpa verace nasce così.

-u’ buccacceddrhu (il barattolo) unità di misura dei sott’oli. Il boccaccio ha un peso che va da un minimo di 250 gr ad un massimo di 500.

Di solito contiene le materie prime alla base dell’alimentazione calabrese: cipuddri i Tropea, mulunciani, pummadori sicchi, funci silani, alive scacciati piccanti”.

I formati più piccoli vengono aperti a coppie e guai a non consumarli tutti entro il pasto: a nonna servono i barattoli vuoti per fare la conserva e le servono subito! ↓

-a’ tanicheddrha (la tanica) unità di misura dell’olio. Le bottiglie, le oliere e tutti quei contenitori da un litro sono ritenuti inutili. Il calabrese versa l’olio direttamente dalla tanica “da 5” (litri) e misura il condimento dei piatti in “giri”.

Ci sono piatti come la Parmigiana di melanzane o il Morzello che vengono giudicati in base all’unto: si dice che il Morzello buono, il giorno dopo deve avere ancora l’olio che cola gargi gargi (traduzione non pervenuta).

-nu’ morzu ( tradotto un pezzo) unità di misura di carne, pesce, torte rustiche e tutto ciò che si divide in fette. È un’unità di misura che non deve ingannare: ricorda che rimaniamo sempre nell’arco del 450 gr cadauno, quindi occhio.

-nu’ passu ( tradotto un pezzo) unità di misura della salsiccia.

Anticamente “nu passu” era una salsiccia singola ma i decenni hanno rivelato come nessun calabrese sia mai stato in macelleria per chiedere una salsiccia singola, quindi quel “nu passu” è diventato 8 pezzi. Di solito il macellaio te ne regala sempre un paio, così la tua cena per due può essere davvero dignitosa.

na’ cuppinata (da “coppino”) unità di misura delle zuppe, del brodo e di tutto ciò che ha una componente liquida.

Attenti all’attrezzo: il cuppino del calabrese è capiente come un pentolino di media grandezza (750 ml) e si solleva con due mani. Se il vostro ospite chiede “na cuppinata” sappiate fornirgli una dose adeguata.

na’ cascetta (cassetta di legno), unità di misura di frutta ed ortaggi.

La cascetta è la quantità minima di acquisto di molti cibi come arance, pomodori, fichi d’india e altre prelibatezze, ma è anche il presente più adeguato per poter entrare nelle grazie dei suoceri. Se il tuo amico Calabrese viene a cena con i suoi, regalagli na’ cascetta di frutta, ti adoreranno.

 

 

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