Che tartufi in Calabria! una ricchezza da valorizzare. (con foto)

La Calabria è da sempre una grande tartufaia a cielo aperto.

Non solo in Piemonte, Toscana o nei boschi dell’Umbria. Ma anche sui monti del Pollino e della Sila, e sulle pianure di Sibari.

Lo hanno imparato gli appassionati locali della montagna che sono rimasti affascinati dalla caccia al tesoro sotterraneo di questa specie.

Il tartufo in Calabria è da tempo una realtà, con centinaia e centinaia di chili raccolti nelle stagioni migliori.

Prodotto che, vista la composizione del terreno calabrese, ‘spunta’ in determinate zone.

Il terreno è in prevalenza acido con piccole macchie calcaree. Ed è qui che crescono i tartufi.

In particolare sul Pollino, in Aspromonte, sulle Serre, in Sila.

Oggi è considerato il re delle nostre tavole, bianco o nero che sia, è un’eccellenza per il territorio calabrese.

Anche se dipende dalle diverse qualità il tartufo viene raccolto tutto l’anno, specie nel periodo invernale e primaverile, ma buone quantità si trovano anche d’estate e d’autunno.

Dipende dalle diverse specie. Per alcune varietà, come il nero estivo e il bianchetto, si può arrivare a raccoglierne grandi quantità, per altre come il bianco, che è raro dovunque, si parla invece di quantità molto piccole

Delle nove specie di tartufo catalogate, in Calabria se ne trovano ben otto, il che significa che la produzione ad oggi di dimensioni sconosciute potrebbe assumere una rilevanza economica di assoluto rispetto.

La valorizzazione del tartufo, permetterebbe di raccontare al mondo curioso della gastronomia la ricchezza delle aree interne della Calabria e di costruire un percorso di sviluppo sostenibile fondato sul gusto e sulla qualità.

Avanti Calabria, investiamo sul tartufo e non perdiamo ancora del prezioso tempo.

 

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