Nel cuore delle serre calabresi un bellissimo centro montano dalla storia ultra millenaria.

E’ un comune collinare della Provincia di Vibo Valentia arroccato sulle pendici del Monte Poro, nell’area dell’alta valle del fiume Mesima.

Sorge in una posizione geografica ben precisa, sulla lingua di terra più stretta della Penisola.

I primi veri colonizzatori furono i monaci basiliani che su queste lievi alture trovarono rifugio dalle scorribande dei pirati saraceni nell’Alto Medioevo.

Soriano Calabro divenne ben presto una importante via di comunicazione e di snodo stradale, come è tuttora: un tempo le strade erano essenzialmente sentieri per i viandanti e mulattiere usate dai pastori per la transumanza delle greggi.

Con l’avvento dei normanni, su tutti Roberto il Guiscardo e Ruggero d’Altavilla, la città conobbe un periodo di grande splendore commerciale.

Si ritrovò infatti al centro di trafficate vie di comunicazione tra il massiccio delle Serre ed il Monte Poro, un luogo non molto distante da quello accuratamente scelto dai coloni greci di Locri del VI secolo a.C. per fondare la città di Hipponion.

La ricchezza era tale che venne fondata la zecca e coniato il follaro.

Oggi questa antica moneta normanna è il logo della Biblioteca Calabrese, uno dei centri culturali più importanti non solo di Soriano ma dell’intera Calabria: raccoglie circa 30.000 volumi, tutti dedicati al sapere e alla storia di questa Regione.

Di grande rilevanza anche il Complesso Monumentale di San Domenico, testimonianza del periodo domenicano della città, e l’artigianato locale, rappresentato soprattutto dai produttori di sedie e dai mastri pasticceri, che producono in grande quantità i mostaccioli di Soriano Calabro, dalle forme più svariate ed esportati in tutto il mondo. fonte: mobitaly.it

 

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