Ecco il borgo calabrese dalle miniere d’argento, tra monti, fiumi e laghi spettacolari. (FOTO)

Il borgo è inserito nell’elenco dei Centri storici calabresi d’eccellenza suscettibili di tutela e di valorizzazione.

Tra i primi territori della Calabria per estensione territoriale, Longobucco(Cs) abbarbicato a 850 metri di altitudine, è uno dei principali comuni appartenenti al Parco Nazionale della Sila.

Il simbolo del piccolo borgo, immerso nell’incantevole Sila Greca e Sila Grande tra monti, fiumi e laghi è la torre campanaria, tra le più antiche della regione.

Le radici di Longobucco risalgono all’epoca della Magna Grecia, tanto da identificare Longobucco all’antica città di Temesa a causa delle miniere di argento presenti nel territorio.

Ma si possono ammirare anche altri edifici, come palazzo Citino, con la sua facciata dalle caratteristiche “maschere”, o il palazzo de li nivuri” (dei neri) così chiamato perché ospitò alcuni confinati etiopi.

E fuori dall’abitato si dipanano i più belli e caratteristici sentieri del mondo come quello che conduce alla “foresta della Fossiata”, dove fra corsi d’acqua, arbusti, frutta selvatica, animali di ogni tipo, sembra di trovarsi nella favola di Cappuccetto Rosso.

Caratterizzano il centro storico le tortuose “vinedde”, anguste viuzze che si intersecano e sovrappongono disordinatamente, sovente ostacolate dai “gafi”, le scale di accesso ai piani superiori. ↓

Ma il patrimonio monumentale di Longobucco è ben più vasto;

Molto interessante l’ampio arco di Palazzo De Capua-Forciniti. Ed ancora: Palazzo Mazza, in Largo Sfera; la classicheggiante terrazza di Palazzo Bruno; le bellissime dimore del XVII secolo; Palazzo De Simone, in Piazzetta del Popolo; Palazzo Graziani, in largo Soprana e Palazzo Beccuti.

Tra i beni storici e monumentali di Longobucco spicca la Chiesa Matrice del XII secolo, dedicata a Santa Maria Assunta.

Molto bella la facciata in pietra nera con decorazioni in parte baroccate, in parte l’impronta romanica, come un piccolo leone accovacciato ( “il mostriciattolo”).Un vero è proprio scrigno di opere d’arte.

Longobucco dunque a pieno titolo tra i borghi più antichi e più belli d’Italia suscettibile di tutela e di valorizzazione socio-antropologica. ↓

 

 

 

 

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